Soresina, 29 giugno 2006

 
La Chicca

A Castelleone come in Cina!

29 giugno 2006

Il parroco si oppone alla giunta rossa: "No al controllo delle nascite dei figli di Dio!"


Panin-tamarr-vitage-kitsch

Non so se sia dovuto al caldo e all'afa, ma quest'uomo sta male...

29 giugno 2006

Posso capire il pensiero di fondo, ma non sicuramente l'autocelebrazione di una fetecchia.


Chi s'accontenta gode

Apprezzo le persone che si accontentano di poco...

29 giugno 2006

Caro Tullio, te l'ha detto anche il medico, alla tua età non dovresti esagerare con la grappa.

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Soresina, 28 giugno 2006

 
Ladro!

I ladri del terzo millennio, avidi scaricatori.

28 giugno 2006

Un uomo ha deciso di condividere 700 "cose" con altre persone, senza voler nulla in cambio, senza far pagare niente e per questo, perché non ha riconosciuto patrimonialmente la parternità di queste opere dell'ingegno, è stato fermato dalla Polizia Postale. Dicono che ci rimette il mercato, che gli artisti non ricevono più il denaro di una volta a causa di internet, i cineasti finiscono sul lastrico e non possono più permettersi Rolex, caviale e champagne. Ebbene, non è questo il punto, non penseranno mica che me la beva, è sostanzialmente la millenaria lotta tra open e private.

Lo sharing dei files, la libera circolazione ed il libero scambio mettono in pericolo le grandi aziende che fatturano miliardi ogni anno solo per il fatto di "proteggere" - perché questi beceri individui giuridici non sono altro che protettori legali, ma sempre protettori restano - opere dell'ingegno.
Se io artista produco un LP e lo proteggo con una licenza libera (ad esempio una licenza CreativeCommons) non ricaverò più quelle due lire dalla SIAE - ma le causerò non pochi problemi -, renderò esponenziale la diffusione del mio prodotto, involontariamente innescherò della pubblicità propositiva ed avrò un ritorno sulla mia immagine grazie alla visibilità che potrò creare liberamente su internet. Questo perché con quel tipo di licenza un qualunque utente potrà riprodurre, distribuire, comunicare, esporre, rappresentare, eseguire, recitare, modificare, usare per fini commerciali a patto che ne venga riconosciuta la paternità nei modi indicati dall'autore o da chi ne ha dato l'opera in licenza. Ovviamente il ritorno di utile dovrà provenire principalmente da collaborazioni, concerti e sottoscrizioni; i miei pronipoti dovranno "farsi il culo" poiché non guadagneranno nulla dal mio operato (la cosa mi sembra ragionevole e condivisibile), ma allo stesso tempo la mia opera potrà essere accessibile anche a chi vive la giornata, a chi è costretto a spendere tutto quello che ha per i beni di prima necessità. Perché la libertà è anche questa, accessibilità alla conoscenza, alla cultura, ad ogni tipo di espressione umana ed esistenziale.

Usando le parole della comunità di Ippolita:
«Gli hackers fanno molto e dicono poco. Ma, nell'era della tecnocultura, hanno molto da insegnarci: la passione per la tecnologia, la curiosità che li spinge a metterci sopra le mani, a smontare per comprendere, a giocare con le macchine, a condividere i codici che creano. Essere pirati informatici significa essere pirati della realtà. Essere protagonisti attivi, agire e non subire il cambiamento; usare la tecnologia per soddisfare i propri bisogni e i propri desideri; porsi in un continuo dialogo con il flusso di informazioni delle reti, informatiche e umane. L'etica hacker, le pratiche di condivisione e cooperazione interessano ora anche il mercato, che ha assunto il metodo di sviluppo delle comunità hacker per risollevarsi dopo la bolla speculativa della net economy. I termini cambiano poco, da software libero (free software) a software aperto (open source), ma in realtà cambia tutto. Il passaggio è doloroso: la curiosità per il nuovo diventa formazione permanente, la fluidità delle reti diventa flessibilità totale, la necessità di connessione per comunicare diventa lavoro 24 ore su 24: semplici ed efficaci slogan del mercato globale. La cultura hacker cerca allora di elaborare nuove vie di fuga, insistendo sulla forza delle comunità e sulla responsabilità delle scelte individuali»

fonte: http://ippolita.net/?editoria/1
Questa era la presentazione di un libro in copyleft - e quindi direttamente scaricabile dal loro sito - "Open non è free" della comunità scrivente "Ippolita", manifesto degli hackers oltre che manifesto di riscatto dalla cattiva luce, messa di proposito, proveniente dai media di regime.

Lo stesso discorso poi equivale per quei prodotti della mente umana utili allo sviluppo degll'individuo i quali, pregiudicando l'esistenza degli individuo stesso, non possono essere blindati da brevetti o limitazioni d'interesse. Un testo, questa volta della comunità LASER, è "Il sapere liberato" edito da Feltrinelli il quale descrive la situazione attuale e nuove soluzioni per far fronte all'avidità delle lobbies.

Bibliografia essenziale
> "Open non è free", Ippolita, edizioni Elèuthera, 2006
> "Il sapere liberato", LASER, edizioni Feltrinelli, 2005

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Soresina, 21 giugno 2006

 
Dal vangelo secondo Pirondini: Beati gli stolti...che leggono La Provincia

La Provincia, o meglio il suo eminentissimo, correttissimo e devotissimo direttore oggi si è proprio scatenato

21 giugno 2006

Io non vorrei infierire, ma questo direttore è proprio messo male. Già il fatto che chiami "Compagno" il Bonaldi è sintomo di malattia venerea latente, ma poi l'intervento finale "Volate più in alto degli arbusti se potete" è proprio una catarsi tipica dell'idiota. Ora mettendo in chiaro che serbo qualche simpatia per l'Ufficio Sinistri, perché fra due mali si cerca sempre di scegliere quello che fa meno danni, pubblico un estratto della lettera aperta di Simone Ramella, giornalista de Il Piccolo di Cremona, rivolta ad Enrico Pirondini il 6 marzo 2005 in occasione della manifestazione romana per la liberazione di Giuliana Sgrena:
«La domanda sorge spontanea: ma chi gliel'ha fatto fare? Dando per scontato che il suo editore non perderebbe il sonno se i suoi sermoni per incanto dovessero sparire dalle pagine del quotidiano che dirige, ho il sospetto che dietro alla sua mania di coniare espressioni denigratorie per i malcapitati di turno si nasconda la frustrazione dello scrittore mancato. La conferma me l'ha data lei stesso, quando ha spiegato che l'invito ad andare “a scopare il mare” che ha rivolto a chi ha manifestato nella capitale era, in realtà, “una licenza letteraria”. Se accetta un consiglio, oltre a scervellarsi per partorire espressioni come quella o nomignoli alla “pantegane lividose” (vedi sermone sul museo del calcio), potrebbe raffinare le sue doti letterarie cercando, almeno una volta, di lasciar da parte il dileggio a vantaggio delle argomentazioni razionali.
Nessuno vuole negarle la libertà di esprimere le sue opinioni, ci mancherebbe. Solo che lei, in quanto responsabile del più diffuso quotidiano cremonese, in realtà è più libero di esprimersi degli altri. Epperò, parafrasando il motto di un noto supereroe, a grandi libertà corrispondono grandi responsabilità. Quella, per esempio, di non pubblicare lettere che trasudano razzismo o fascismo da ogni riga senza degnarle nemmeno di un commento (negativo, si spera)»

fonte: http://www.ilpiccologiornale.it/wmview.php?ArtID=830


Dal vangelo secondo Pirondini: Beati i cani che ritrovano i nani, perché loro è il regno di dio

Finalmente la vicenda di qualche giorno fa si è risolta, sono stati ritrovati i nanetti! Finalmente il riso irrigherà di nuovo il volto del povero Gianluca!

21 giugno 2006

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Soresina, 20 giugno 2006

 
Nanocronache

Dai microfoni di Gr1 Silvio si scatena e ci allieta con l'immancabile delirio nanesco alle porte del voto referendario. Minacce sovietiche, molotov che ardono l'Italia, omosessuali che insanguinano impuri orifizi, terroristi che scarabocchiano verbali terrorizzando terrorizzate segretarie, tasse salate e marinate:




«Votare Sì per dare una lezione al governo Prodi, al governo con undici ministri comunisti, in cui ci sono ministri che vanno in piazza assieme ai centri sociali e con gli omosessuali, che mettono ex terroristi a capo delle commissioni parlamentari e che rappresentano il partito delle tasse»
Prima il comunismo, poi i centri sociali e gli omosessuali, in seguito i "terroristi" ed infine le tasse. Come se esistesse ancora il comunismo, come se i centri sociali fossero luoghi di aggregazione di organizzazioni criminali, come se gli omosessuali fossero una categoria potenzialmente discriminabile, come se fosse stupido ed insensato pagare le tasse. Oramai il nano vive nel suo mondo fermo agli anni '80, quando c'era ancora Bettino pronto a parargli il culo ed a spianargli la strada. Silvio è sì un caso disperato, ma ancor più disperati sono coloro che annuiscono ad ogni sua parola e che cercano di giustificare l'ingiustificabile rendendosi complici di una politica criminale che in nome di una malcelato individualismo smembra il paese, distoglie l'attenzione dalle necessità oggettive atte a mettere in moto un effettivo rinnovamento ed affonda le proprie radici nella criminalità organizzata.

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Soresina, 19 giugno 2006

 
Dietro ogni scemo c'è un villaggio

L'ineguagliabile Alberto Nolli in preda ad uno dei suoi tanti deliri mistici:

19062006-1
La cocaina è considerata la droga più dannosa per il cervello: danneggia irreparabilmente la sinapsi e i neuroni mettendo il soggetto a rischio di demenza. I problemi neurologici provocati dalla cocaina possono originare ictus, convulsioni ed emicranie. La cocaina può causare anche complicazioni cardiovascolari quali malattie e irregolarità cardiache (tra cui l’accelerazione dei battiti, l’aumento della pressione arteriosa e della temperatura del corpo), problemi respiratori, complicazioni gastrointestinali con dolori addominali e nausea.

fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Cocaina
Chi ha il pane non ha i denti...

Un caso dalla portata nazionale, ma che dico nazionale: mondiale! Che stringe i nostri cuori accanto al povero Gianluca, brutalmente depredato dei suoi nanetti:

17062006-1

Prescriverei al povero Gianluca ed a suo padre Giuseppe due buone settimane di miniera, è proprio vero che chi ha il pane non ha i denti...

Soresina, 17 giugno 2006

 
Avanti Savoia!

Ignorando volutamente la Provincia, dal sito de La Repubblica apprendo:


17062002-2

«Manette a Vittorio Emanuele di Savoia. Il figlio dell'ultimo Re d'Italia è stato arrestato a Varenna, un paese sulla sponda del lago di Como. I giudici di Potenza lo accusano di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e al falso, e di sfruttamento della prostituzione. Insieme al principe, sono stati arrestati anche il portavoce di Gianfranco Fini, Salvatore Sottile, e il sindaco di Campione d'Italia.

Sembra che Vittorio Emanuele fosse coinvolto in un vero e proprio "mercato" dei nulla osta per i videogiochi e in un giro che reclutava ragazze da offrire ai clienti del casinò di Campione d'Italia. Gli investigatori avrebbero pure scoperto legami con esponenti della criminalità organizzata siciliana»
Piccole soddisfazioni quotidiane...

Soresina, 16 giugno 2006

 
Sindrome da scudo crociato

La vespa bianca Egisto Antoniotti scrive sulla Provincia di oggi:

16062006-1

Trascurando la fiera delle banalità enunciata in questa lettera, trascurando il confronto tra questioni etiche e questioni - se mi passate il termine - costituenti, l'intervento che più mi ha colpito è stato "Questo glielo suggerisce, chi conosce, e sa quanto è costata agli italiani la libertà, sotto lo scudo crociato". Ebbene lui "conosce" lui "sa", ma volutamente ignora quanto sono costati all'Italia quarant'anni di malgoverno democratico cristiano, l'Italia come stato satellite al servizio degli Stati Uniti, Mafia, corruzione delle alte cariche dello stato, P2, insabbiamenti, connvienza nei confronti delle stragi di stato, ecc. Questo è l'effettivo prezzo che ha pagato l'Italia per questi ridicoli bauscia al servizio del Vaticano; i quali hanno pure il coraggio di fare le vittime in quanto schieramento contrapposto all'antico P.C.I. e quindi perseguitato per eccellenza visto che i soli a percorrere le vie della violenza erano sempre e solo i mangia-bambini.

Ho quarant'anni qualche acciacco troppe guerre sulle spalle
Troppo schifo per poter dimenticare
Ho vissuto il terrorismo stragi rosse stragi nere
Aereoplani esplosi in volo e le bombe sopra i treni

Ho visto gladiatori sorridere in diretta
i pestaggi dei nazisti e della nuova destra
Ho visto bombe di stato scoppiare nelle piazze
E anarchici distratti cadere giù dalle finestre

Ma ho un armadio pieno d'oro di tangenti e di mazzette
Di armi e munizioni di scheletri e di schifezze
Ho una casa piena d'odio, di correnti e di fazioni
Di politici corrotti, i miei amici son pancioni,

Puttanieri, faccendieri e tragattini
Sono gobbi e son mafiosi massoni piduisti e celerini.

Ho quarant'anni spesi male fra tangenti e corruzioni
Ho comprato ministri faccendieri e giornalisti
Ho venduto il mio di dietro ad un amico americano
E adesso cerco un'anima anche di seconda mano

[...]

Ho quarant'anni ed un passato non proprio edificante
Ho massacrato Borsellino e tutti gli altri
Ho protetto trafficanti e figli di puttana
E ho comprato voti a colpi di lupara

Ma ho scoperto l'altro giorno guardandomi allo specchio
Di essere ridotta ad uno straccio
Questo male irreversibile mi ha tutta divorata
È un male da garofano e da scudo crociato

[...]

Quarant'anni - Riportando tutto a casa, Modena City Ramblers (1994)



Maluamen?

La parola autoctona maluamen è un'espressione del dialetto soresinese che significa - se proprio vogliamo trovare una tradizione italiana - malandrino, persona poco raccomandabile, delinquente. Da questo vocabolo potete estrarre lo spirito genuino che anima questo blog: un inno ai Malfattori, una critica al costume postborghese, una doccia fredda sull'ignavia dilagante in quest'epoca di pazzi con presunzione di raziocinio.

Pubblicazioni precedenti

giugno 2006  




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